C’era una volta un principe che viveva in un castello incantato,
raccontano le fiabe, ma c’è oggi chi quel sogno l’ha, più prosaicamente,
trasformato in una realtà per investitori esigenti e raffinati, anche
se privi di sangue blu. Si tratta di Markus Jerger, l’imprenditore edile
che nel 2005 ha acquistato il medievale Castello d’Allaman, nei pressi
del Lago di Ginevra, per dare vita a un ambizioso progetto.
Dopo un impegnativo lavoro di ristrutturazione avvenuto nel
rispetto del pregio storico-artistico dell’immobile, dichiarato
monumento di interesse nazionale, ora questo gioiello di architettura è
tornato agli antichi fasti e, attraverso un frazionamento in più lotti, è
pronto a ospitare chi vorrà diventare proprietario di una residenza
senza eguali. L’edificio risale al XIII secolo, ma raggiunse il massimo
splendore nel ’700 quando la marchesa de Langallerie chiamò a corte i
migliori artisti e decoratori dalla Francia per abbellire i saloni della
reggia. Qui, fra boiserie in stile Luigi XV, stufe in maiolica faentina
e camini in marmo, soggiornarono personaggi illustri come Giuseppe
Bonaparte, fratello di Napoleone, Voltaire, Liszt, George Sand e Cavour.
E la lista potrebbe allungarsi con tanti nomi importanti di oggi, dato
che fra gli acquirenti di una parte del maniero si fa il nome dello
scrittore brasiliano Paulo Coelho. I castellani del Terzo millennio
apprezzeranno la suggestione di una struttura d’epoca con stucchi,
affreschi e alti soffitti a volta, coniugata però ad arredi di design
contemporaneo e alla più moderne tecnologie, che garantiscono anche la
massima privacy e sicurezza. «Il valore è l’espressione finanziaria
della rarità, e il Castello d’Allaman risponde chiaramente a questo
requisito, anche perché la maggior parte degli altri castelli elvetici
sono pubblici, adibiti ad attività amministrative o a musei, ma non
destinati a uso privato», spiega Jerger. «Ognuno dei sei appartamenti
che abbiamo messo in vendita, e che saranno disponibili a partire da
marzo-aprile del 2011, costituisce un unicum diverso dagli altri». Le
superfici vanno da 175 a 400 mq e il prezzo oscilla fra 25 e 28mila
euro/mq circa a cui vanno aggiunte le spese correnti di gestione. I
proprietari possono inoltre godere di un ampio parco, giardini, vigneti
privati Grand-Cru e servizi di hôtellerie 5 stelle con centro benessere,
biblioteca, cantina del XII secolo, oltre a domestici, autista con
limousine e yacht privato per gite sul lago. «L’immobile può diventare
un’ottima opzione come abitazione principale per la famiglia dato che
vanta una posizione invidiabile, a 22 minuti da Ginevra e a 18 da
Losanna, e chi risiede qui può avvalersi di infrastrutture, realtà
scolastiche e sanitarie di primo livello presenti nelle vicinanze»,
prosegue Jerger. «Ma anche la messa a reddito si rivela un vero affare.
Basti pensare che il rendimento per una proprietà del genere in Svizzera
frutta circa il 5% contro uno 0,5-1% offerto attualmente dai depositi
bancari, senza contare la rivalutazione del capitale, stimabile intorno
al 4-6% all’anno».
Tuttavia anche l’Italia offre grandi sorprese e, interpellando
un’agenzia specializzata, è possibile lanciarsi alla ricerca di torri
longobarde, mulini, ex conventi, borghi medievali e fortezze per
aggiudicarsi una dimora senza tempo, resa inimitabile dal mistero che
aleggia nei suoi ambienti. «Il Centro Italia (Umbria, Toscana e Abruzzo)
costituisce una zona particolarmente ricca di queste tipologie
abitative e, anche se è difficile fare stime, i prezzi medi si aggirano
dai 3mila ai 5mila euro/mq, e anche di più per immobili di particolare
pregio», spiega Luca Giovannelli, responsabile marketing dell’agenzia
Casaitalia International di Spoleto. «Per compiere una scelta oculata è
indispensabile valutare la posizione della proprietà, che deve essere
panoramica e in un contesto intatto, circondata da diversi ettari di
terreno per assicurare ampio respiro. Essenziali anche l’autenticità
della struttura e il recupero dei materiali originali. Il restauro non
deve eliminare la patina del tempo: i pavimenti in cotto, le travi
antiche, i lavatoi, i gradini consumati raccontano la vita dei luoghi e
sostituirli equivarrebbe a cancellarne il fascino».
«Per le dimore storiche, l’Umbria appare in questo momento la
regione che sta crescendo di più in termini di richieste, superando
anche la Toscana, mentre le Marche risultano un po’ in calo», afferma
Marta Romolini dell’agenzia Romolini di Anghiari, in provincia di
Arezzo. «Nella fase di contrazione economica dell’ultimo anno e mezzo la
domanda si è infatti concentrata nelle zone già molto pregiate a
scapito di quelle più periferiche e l’Umbria è stata avvantaggiata,
oltre che per la raggiungibilità da Roma e dal Sud Italia, anche per la
piacevole uniformità del paesaggio e la spiritualità che esso emana. Fra
le zone più ambìte bisogna citare l’area prospiciente Todi, quella
intorno a Montone e la Valle del Niccone, che segna il confine fra
Umbria e Toscana, nelle vicinanze del Lago Trasimeno e dello splendido
borgo di Cortona, un altro centro sempre molto amato, il cui mercato non
conosce flessioni. In generale, le opportunità di acquisto sono buone
perché gli stranieri, soprattutto inglesi e americani, che un tempo
acquistavano, ora rivendono a prezzi molto ribassati, dato che la loro
economia è stata colpita più duramente dalla crisi».
Per immobili di particolare charme si parte dai 2 milioni di euro
in su ed è consigliabile acquistare un bene già ristrutturato. Per due
motivi: in primis, i manieri ancora da restaurare sono pochi, spesso
isolati e talvolta in condizioni di vero degrado. I costi di
ristrutturazione tendono poi a incidere abbastanza sul valore
complessivo dell’investimento e vanno dai 700-800 euro/mq fino ai
1.500-2mila euro/mq per gli interventi più importanti. Bisogna tuttavia
riconoscere che, se l’immobile è dichiarato di interesse
storico-artistico, il proprietario potrebbe vedersi riconosciuto un
rimborso del 30-40% sulle spese di restauro. Chi infine intende dare in
affitto la proprietà può valutare un canone di locazione compreso fra
500 e mille euro circa a settimana per una porzione di un complesso
storico, con una stagionalità che per le aree del Centro Italia a
vocazione agrituristica e culturale si estende da aprile a ottobre.